IL SISTEMA VERONESE (di Matteo Padovani)

Nella città di Verona, fino al secolo XVIII, le campane non avevano una tipologia di montaggio definita. Il maggiore o minore peso dei ceppi di sostegno, ad esempio, influiva sul movimento del battaglio, e la battuta poteva essere rispettivamente a caduta o a slancio. L’azionamento, fino al secolo XVI, avveniva per mezzo di pertiche, in seguito vennero adottate le prime ruote. Nella seconda metà del secolo XVIII, con la comparsa in città dei primi concerti accordati secondo la scala musicale diatonica maggiore, fu introdotto in città un sistema a rotazione completa già affermato nella vicina Lombardia: il sistema ambrosiano. Si trattò tuttavia di un’introduzione temporanea, che riguardò presumibilmente sette o otto nuovi concerti realizzati a Verona tra la metà del secolo XVIII ed i primi decenni del secolo XIX. Nel 1755 il fonditore Domenico Crespi da Crema realizzò il primo concerto di cinque campane per la chiesa cittadina di San Fermo Maggiore. Nel 1776 il fonditore Giuseppe Ruffini realizzò un secondo concerto per la chiesa di San Giorgio in Bràida, e la tradizione vuole che le monache Agostiniane, che allora officiavano il monastero, avessero incaricato per il suono delle loro nuove campane alcuni contadini del vicino rione Campagnola. Furono quasi certamente questi primi suonatori ad apportare sostanziali modifiche alla montatura ambrosiana, eliminando le sbarre di arresto e le molle a balestra. I bronzi, non più obbligati a compiere la duplice rotazione di andata e ritorno tipica della tradizione lombarda, erano ora in grado di raggiungere la posizione verticale da entrambe le parti e di esservi trattenuti con la sola forza delle braccia. Le campane, al posto dei due squilli consecutivi e distanziati, iniziarono ad emettere squilli singoli. Questo nuovo sistema di suono, che più tardi avrebbe preso il nome di sistema veronese, affiancò per qualche decennio il sistema ambrosiano, poi a poco a poco lo sostituì completamente. Le ditte fonditrici, specializzatesi sempre più nella realizzazione dei concerti in scala musicale, iniziarono a montare le campane con questo nuovo sistema, contribuendo in modo determinante alla sua diffusione generalizzata nel territorio veronese e nelle zone limitrofe, e favorendo la nascita di numerosi gruppi di suonatori. Il sistema veronese conobbe un processo evolutivo che durò per tutto il secolo XIX, e raggiunse la sua completa affermazione agli inizi del secolo XX. Le primitive concertazioni riproponevano alcune suonate della tradizione ambrosiana, tuttavia ci si accorse ben presto che questo nuovo metodo di suono avrebbe permesso esecuzioni musicalmente più complesse ed articolate; si sviluppò quindi un nuovo stile, con suonate caratterizzate da una cadenza regolare tra le battute delle diverse campane. Accanto ai suonatori fecero la loro comparsa due importanti figure: il compositore di suonate adatte ad essere eseguite con i concerti di campane, ed il maestro - direttore che aveva il compito di dirigere i suonatori durante l’esecuzione concertistica. Il sistema veronese è oggi diffuso nella totalità dei territori veronese e vicentino, in buona parte del padovano, in varie località delle province di Venezia, Treviso, Rovigo, Trento (Val Lagarina, Valli Giudicarie, Val di Sole), Brescia (località comprese nella Diocesi di Verona e nella sponda occidentale del Lago di Garda), Mantova, e in altre singole località sparse su tutto il territorio nazionale. Il più grande ed importante concerto montato a sistema veronese è quello della Cattedrale di Verona Santa Maria Assunta, costituito da nove bronzi nella tonalità di LA2 leggermente calante. La campana maggiore pesa kg 4566 ed è la più grande del mondo tra quelle azionate manualmente a rotazione completa di 360°.

Montaggio della Campana

Il montaggio della campana a sistema veronese si presenta in apparenza simile all’ambrosiano, anche se in realtà vi sono alcune differenze significative. E’ infatti assente qualsiasi dispositivo che consenta di lasciare ferma la campana in posizione verticale, inoltre la velocità di oscillazione della campana veronese è sensibilmente superiore rispetto a quella ambrosiana. Il ceppo o contrappeso che sostiene e bilancia la campana è solitamente realizzato in ghisa secondo vari modelli caratteristici, ed il suo peso, in rapporto al bronzo, varia tra il 38 ed il 40 % circa. Fra il contrappeso e la treccia della campana viene interposto un isolatore in legno duro sagomato (olmo, rovere, acacia), che impedisce alle vibrazioni del vaso bronzeo di trasmettersi ad altre parti metalliche. L’isolatore, analogamente alla piastra orizzontale al centro del contrappeso, è opportunamente forato per permettere il passaggio della bulloneria di sostegno della campana. I due perni di sostegno e rotazione, in acciaio tornito, vengono inseriti e bloccati negli appositi fori praticati nella ghisa del contrappeso, mentre le estremità sporgenti degli stessi perni trovano alloggio nei supporti con cuscinetti a sfere, posizionati sull’incastellatura. A lato del contrappeso è fissata la ruota scanalata, avente diametro circa doppio di quello della campana, alla quale è agganciata la fune o cordino di manovra, esattamente nel punto di tangenza. Il battaglio è di tipo cadente, il suo peso ideale corrisponde al 2,0 % del peso della campana, ed il suo attacco interno è allineato con i perni di rotazione. Sul pavimento della cella campanaria è collocata una carrucola che ha il compito di guidare lo scorrimento della corda, in particolare quando quest’ultima, seguendo la rotazione della ruota, si inclina diagonalmente. L’incastellatura di sostegno è realizzata con profilati metallici. Fino alla fine del secolo XIX l’intero apparato di montaggio, costituito dall’incastellatura, dai ceppi e dalle ruote, veniva realizzato in legno; facevano ovviamente eccezione alcune parti metalliche come gli elementi di giunzione, i tiranti, le bullonerie di sostegno ed i perni di rotazione. I perni scorrevano entro caratteristici supporti denominati bronzine.

Antico apparato ligneo di montaggio a sistema veronese.

Tipico montaggio "a sistema veronese". (Clicca sull'immagine per ingrandirla)


Tecnica Esecutiva


I suonatori eseguono generalmente i loro concerti dal piano terreno dei campanili, a volte invece operano da un livello intermedio, ma in ogni caso non hanno alcun contatto visivo con i bronzi. L’esecuzione concertistica solenne richiede un suonatore per campana, o più di uno se i bronzi superano i 10 o 12 quintali di peso. La prima operazione consiste nel posizionamento delle campane con la bocca verso l’alto, agendo a strappi successivi sulla fune di manovra e facendo descrivere al bronzo oscillazioni sempre più ampie. La posizione verticale, detta anche in piedi, a bicchiere o a bocca, viene raggiunta e mantenuta esclusivamente dal suonatore, poiché non vi sono dispositivi meccanici che facilitino tale operazione. La campana, completando la fase di arresto con la bocca in alto, supera leggermente il cosiddetto punto morto superiore, e viene abilmente fermata mantenendo la corda in tensione. La posizione verticale può essere raggiunta contemporaneamente da tutte le campane, ma la migliore tradizione veronese prevede che la partenza avvenga in modo progressivo, iniziando singolarmente dalla campana minore e terminando con la maggiore (nel linguaggio dei suonatori si dice: una alla volta). Quando tutte le campane sono a bocca si eseguono scale musicali decrescenti, dalla minore alla maggiore, per dare la possibilità ai suonatori di sincronizzare i tempi delle battute ad intervalli di tempo regolari, poichè le campane maggiori ruotano più lentamente e quindi devono essere mosse con un certo anticipo, mentre per le minori vale l’esatto contrario. L’esecuzione del pezzo musicale è guidata dal maestro - direttore, il quale ha il compito di indicare, scandendola a voce, la successione delle campane prevista dallo spartito musicale. Lo spartito è costituito da una serie di numeri che sostituiscono le note musicali, e ad ogni numero corrisponde una singola campana. Ogni suonatore, quando viene chiamato il numero corrispondente, richiama con la corda la propria campana dalla posizione verticale, le fa compiere una rotazione completa con l’emissione di un unico squillo, e la ferma nuovamente dalla parte opposta a quella di partenza. La sequenza dei rintocchi, secondo regole musicali opportunamente codificate, genera le caratteristiche suonate a sistema veronese, nelle quali, oltre alle battute singole, vengono eseguiti anche accordi che prevedono il suono simultaneo di due, tre o anche quattro campane. L’esperienza del maestro – direttore, unitamente alla capacità tecnica dei suonatori, determina la riuscita più o meno felice della concertazione solenne. Gli errori tecnici che compromettono le esecuzioni possono consistere innanzitutto nei contrattempi, ossia ritardi o anticipi più o meno evidenti nella successione delle battute. Un altro errore, detto calata, avviene quando la forza impressa alla fune è inferiore al necessario, e la campana, non avendo sufficiente inerzia, ritorna indietro emettendo uno squillo fuori programma, o anche più di uno se il suonatore non rimedia tempestivamente al suo errore. Al contrario, se lo strappo è troppo energico, il suonatore non è più in grado di arrestare il bronzo nella posizione corretta. Se la campana è di piccole dimensioni il battaglio ricade sulla parete opposta del vaso bronzeo, e con il giro successivo verrà emesso un doppio squillo detto ribattuta. Se invece la campana è di grandi dimensioni può avvenire il ribaltamento, che pregiudica irrimediabilmente la concertazione.

Fasi della tecnica esecutiva per il suono "alla veronese".

La Musica nel Sistema Veronese

Il sistema veronese permette di eseguire veri e propri brani musicali, il cui repertorio è divenuto nel tempo sempre più ampio grazie all’opera di valenti compositori. Le suonate, in linea di massima, sono composizioni nate esclusivamente per le campane, ma con opportuni arrangiamenti possono essere eseguiti anche alcuni fra i più noti motivi liturgici (ne vogliamo ricordare alcuni fra i tanti: Ave Maria di Lourdes, Salve Regina, Tantum Ergo, Christus Vincit, Regina Coeli, ...) Come già detto, lo spartito musicale è composto da numeri che sostituiscono le note musicali. I primi suonatori, che operavano con concerti composti da soli cinque bronzi, numerarono le campane secondo il sistema musicalmente corretto, assegnando il n° 1 alla campana maggiore ed il n° 5 alla minore. In seguito tale ordine venne invertito, pertanto la campana maggiore divenne il n° 5 e la minore il n° 1. Quando si iniziarono ad ampliare i concerti con l’aggiunta della sesta campana più piccola, questa venne denominata sestina. Con l’ulteriore ampliamento dei concerti a nove bronzi, venne assegnato il n° 9 alla campana maggiore ed il n° 1 alla minore, mentre alla successiva decima campana minore si assegnò il n° 0. All’inizio del secolo XX il maestro Pietro Sancassani (Verona, 1881 – 1972) condusse una tenace opera di introduzione di nuove suonate, che rispetto a quelle più antiche comprendevano in senso più ampio la musicalità possibile con le campane alla veronese. Un insigne musicista, Mons. Giuseppe Maggio (Verona, 1866 – 1930), ebbe grandissimi meriti nell’affermazione ufficiale del sistema veronese, avendo fatto apprezzare le esecuzioni concertistiche nei Congressi di Musica Sacra di Vicenza del 1923 e di Verona del 1929, oltre ad avere promosso l’inserimento di suonate ispirate a brani religiosi. Un altro sacerdote, don Germano Alberti (Verona, 1888 – 1977), creò esemplari composizioni che dimostrano la sua capacità di cogliere interamente le doti armoniche del bronzo. Il veronese Mario Carregari (1911 – 1997) nobilitò il sistema veronese mediante la composizione di suonate adatte alla tonalità e alle caratteristiche armoniche specifiche di ogni singolo concerto. I concerti di campane a sistema veronese, per poter essere definiti tali, devono essere composti da almeno cinque bronzi. Sulla maggior parte dei campanili sono collocati concerti di sei campane, ma vi è una significativa diffusione anche di concerti a nove. I concerti a dieci campane sono meno frequenti, mentre sono rarissimi quelli a otto, poco contemplati dalla tradizione. Alcuni concerti completati in epoca recente raggiungono o anche superano le dodici campane, e in qualche torre è stato aggiunto il semitono in settima minore. In ogni caso però, il concerto “ideale”, ossia quello in grado di conferire al sistema veronese la migliore espressività, rimane indiscutibilmente quello a nove bronzi.

Variante del Sistema Veronese nella zona occidentale del Lago di Garda

La zona occidentale del Lago di Garda, in provincia di Brescia ma con buona parte del territorio compreso nella diocesi di Verona, è caratterizzata dalla presenza di numerosi concerti montati a sistema veronese. La locale tradizione del suono a concerto solenne, tutt’oggi praticata da alcuni gruppi di appassionati, prevede esecuzioni in cella campanaria ruote alla mano, a diretto contatto con i bronzi. I suonatori, in genere, manovrano con una mano la ruota e con l’altra mano un tratto di corda, ma la tecnica, di torre in torre, può subire variazioni e adattamenti anche in funzione del diverso collocamento delle campane nelle rispettive celle. L’origine di questa singolare tecnica di suono va ricercata nella vicinanza di alcune torri con campane a sistema ambrosiano, nelle quali i suonatori, facilitati dal notevole bilanciamento dei bronzi, concertavano spesso dalle celle campanarie. La maggiore velocità di rotazione delle campane montate alla veronese, tuttavia, richiedeva una preparazione superiore da parte degli esecutori. Questa variante del sistema veronese consente esecuzioni tecnicamente meno precise e raffinate rispetto a quelle possibili con il metodo classico, ma si distingue per la sua spettacolarità.
A presto disonibile un'articolo speciale sulla parrocchia di S.Martino in Gargnano sul Garda (BS).

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Tipi di ceppi per il sistema veronese

Ceppo Cavadini Classico (VR) - raffigurato anche nell'illustrazione è di gran lunga quello più utilizzato
Ceppo Cavadini seconda serie (VR)
Ceppo Colbachini Bassano (Bassano del Grappa - PD)
Ceppo Colbachini Padova (Saccolongo - PD)
Ceppo Lorenzi primo tipo
Ceppo Lorenzi secondo tipo
Ceppo Vanin (Trebaseleghe - PD)

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Link e documenti interessanti sul Sistema Veronese

Forum dei Suonatori a Sistema Veronese
Campane e campanari della Cattedrale di Verona S.Maria Assunta
Maggiori concerti della regione Veneto
Campane di Verona (Centro Storico)
Campane di Verona (Città e provincia)
Campane di Vicenza (Città)
Fonditori di Campane Veronesi - (di Nicola Patria)




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