CHANGE RINGING o SISTEMA INGLESE (di Matteo Padovani)

E’ un sistema di suono a rotazione completa che presenta alcune analogie con le tradizioni diffuse nell’Italia Settentrionale.
E’ sorto in Inghilterra nel secolo XVII, e si è diffuso non solo in tutto il Regno Unito ma anche in varie località di paesi di cultura anglosassone, come l’Irlanda, gli Stati Uniti d’America, il Canada e l’Australia. I concerti variano da un minimo di 5 ad un massimo di 12 campane, ordinate secondo la scala musicale diatonica di modo maggiore, ma i più comuni sono costituiti da 6 e da 8 bronzi. Il montaggio delle campane all’inglese rientra nel gruppo dei sistemi a battaglio volante (vedi introduzione ai sistemi di suono), poiché il battaglio stesso, durante il suono, colpisce il bronzo sul bordo superiore. Il ceppo di sostegno, in legno o in metallo, ha una forma leggermente arcuata ed il posizionamento dei perni di rotazione risulta ribassato. Le campane, in seguito ad una riforma operata nel secolo XVIII, sono prive delle trecce. Dal tempo di tale riforma, infatti, le fonderie d’Oltremanica realizzano campane limitatamente al vaso sonoro, senza le classiche trecce di sostegno che invece sono di uso comune in tutto il resto d’Europa. La sospensione della campana avviene tramite tiranti metallici che ne forano la calotta superiore. L’assenza delle trecce e il ribassamento dei perni di rotazione sono nati dall’esigenza dei suonatori di limitare lo sforzo fisico. Tali caratteristiche tecniche, infatti, consentono un notevole incasso della campana nel rispettivo ceppo, una riduzione del raggio di oscillazione, ed una minore fatica nella manovra, anche se il suono risultante è più debole e meno espressivo. La velocità di oscillazione, comunque, è piuttosto elevata per effetto della leggerezza del ceppo di sostegno. La ruota di azionamento, posizionata sul fianco del ceppo, è quasi sempre in legno, e l’aggancio della fune è un po’ più in alto rispetto al punto di tangenza. Le campane sono dotate di un dispositivo costituito da una barra che sporge superiormente al ceppo, detta stay, e da una barra semifissa sull’incastellatura, detta slyder. Tale dispositivo consente di lasciare ferma la campana in posizione verticale da entrambe le parti. Il raggiungimento della posizione verticale avviene mediante il rising peal (scampanio ascendente), nel quale le campane vengono fatte oscillare e portate progressivamente in posizione verticale. Durante le oscillazioni del rising peal vengono continuamente eseguite scale musicali discendenti (dalla campana minore alla maggiore), che richiedono una perfetta sincronizzazione della velocità di oscillazione di ogni singola campana. Le suonate vere e proprie, che si presentano come una serie ravvicinata di battute singole, si basano su spartiti numerici, le cui cifre corrispondono alle singole campane e alle loro rispettive battute. Ogni riga dello spartito contiene tanti numeri quante sono le campane che costituiscono il concerto. Nella prima riga compare la matrice numerica di partenza, mentre in ciascuna delle righe successive compaiono variazioni numeriche, dette cambi (changes), che derivano da elaborazioni matematiche e stabiliscono di volta in volta la successione delle battute. Ogni suonatore deve conoscere non solo la matrice numerica di partenza, caratteristica di ogni suonata, ma anche le regole che determinano la successione dei cambi. Una suonata si considera terminata quando alla fine delle varie sequenze dei cambi riappare la medesima sequenza numerica di partenza. Durante l’esecuzione della suonata vera e propria ogni campana viene costantemente mantenuta in movimento, e pur approssimandosi ad ogni giro alla posizione verticale non vi viene mai trattenuta.
Il ritorno delle campane alla posizione di riposo avviene mediante il downing peal (scampanio discendente), con il medesimo suono in scala musicale discendente adottato per il rising peal. Per agevolare i suonatori nell’esecuzione delle suonate e nelle conseguenti elaborazioni numeriche, viene data la massima importanza al posizionamento delle corde all’interno di ogni campanile. Le funi vengono innanzitutto fatte cadere lungo una circonferenza per permettere a tutti i suonatori di vedersi reciprocamente con la massima comodità; le corde stesse vengono inoltre posizionate in sequenza numerica oraria.
Molto particolare il suono del concerto funebre inglese che prevede il montaggio di una placchetta di cuoio (half muffle) a copertura di un solo lato della sfera del battaglio facendo si che girando le campane in un senso la percussione sia normale mentre dal senso opposto la percussione sia vellutata dando un suono appena percepibile; il risultato si concretizza in una scala normale seguita da una a bassissimo volume; l'effetto di questo tipo di concertazione è unico nel suo genere e molto malinconico è stato udito da tutto il mondo in occasione dei funerali di Lady Diana nel 1997.
Il più grande concerto a sistema inglese è quello di dodici campane cella Cattedrale di Liverpool, in tonalità LA bem 2, con la campana maggiore del peso di kg 4166. Famosi i concerti della cattedrale di York e della cattedrale di San Paolo a Londra, entrambi di dodici campane nella tonalità SI bem 2.


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Links e documenti interessanti sul sistema inglese

Central Council of Church Bell Ringers




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