IL SISTEMA AMBROSIANO (AA.VV.)

STORIA

E’ chiamato anche Lombardo, essendo nato in Lombardia, ma è presente un po’ in tutta l’Italia Nord Occidentale. Si è diffuso a partire dai primi decenni del secolo XVIII, quando i fonditori iniziarono a realizzare campane accordate secondo la scala musicale diatonica di modo maggiore, con la creazione di concerti costituiti inizialmente da tre campane, poi cinque.
Oggi i concerti possono essere composti da tre, cinque, sei, otto, nove, dieci, dodici elementi, oltre ad eventuali semitoni.
E’ diffuso in quasi tutta la Lombardia (fanno eccezione l’alta Valtellina ed altre zone di confine con la Svizzera, dove vi è lo slancio tradizionale, e la sponda bresciana del lago di Garda dove vi è il sistema veronese), nel Piemonte, in numerose località della Liguria, in parte della Valle d’Aosta, del Trentino (Valli Giudicarie, Val di Sole), del Canton Ticino in Svizzera e dell’Emilia Romagna (Piacientino).
Ultimamente si notano nuovi impianti in parti diverse dell'Italia estranee a questo sistema.
Le varianti di montaggio, da luogo a luogo, si differenziano principalmente per la maggior o minor velocità di rotazione delle campane, data dal tipo di bilanciamento adottato.
I maggiori concerti ambrosiani per peso si trovano a Novara presso la Basilica di San Gaudenzio (8 campane in Sol2 con la maggiore di circa Kg 5000) e a Sesto San Giovanni (8 bronzi in La bem2 con la maggiore di circa Kg 4000). Tra i più grandi concerti con la possibilità di suono manuale segnaliamo quello di 8 campane in La bem2 di Desio e quello di 12 campane in La2 di Palazzolo sull’Oglio.

MONTAGGIO

La campana è fissata ad un ceppo, anticamente in legno con l’aggiunta di un blocco di pietra sulla sommità per aumentarne il peso, oggi in ghisa bilanciato notevolmente, poiché detto ceppo può raggiungere o anche superare del 50% il peso del vaso bronzeo. In questo sistema di suono più che negli altri, il ceppo consiste in una struttura di per sé molto eleborata e particolare nella sua forma e negli elementi che lo compongono, a tal punto che ogni fonderia o ditta di installazione o automazione ha prodotto il proprio tipo più o meno diffuso (a piè di pagina troviamo una rassegna di foto di ceppi ambrosiani). A lato del ceppo vi è la ruota dotata di scanalatura, avente un diametro circa doppio di quello della campana; ad essa è fissata la catena o fune di manovra per quanto riguarda gli impianti totalmente manuali o la catena del motore per quelli automatizzati elettricamente. Nel caso sia possibile sia la suonata manuale che quella automatica, vi è il cosiddetto “doppio sistema” consistente in una doppia scanalatura parallela della ruota, contenente in una scanalatura la fune e nell’altra la catena collegata al motore elettrico.
Il notevole bilanciamento determinato dai ceppi rende possibile il suono di campane anche di notevole peso con sforzo relativamente minimo, e riduce al minimo le sollecitazioni alle torri campanarie, per questo può capitare frequentemente di vedere campanili molto snelli sovraccaricati di bronzi di grandi dimensioni che sporgono dai finestroni delle celle campanarie.
Il battaglio è di tipo cadente, in quanto colpisce il bronzo nel bordo inferiore, il suo peso ideale, in rapporto al peso della campana si attesta indicativamente intorno all’1,8%; l’attacco del battaglio è allineato con i perni di rotazione.
Fra gli elementi caratteristici del montaggio a sistema ambrosiano vi è il fermo di arresto fissato alla ruota, ed una molla a balestra (vedi foto) posizionata sull’incastellatura, grazie ai quali la campana può salire in posizione verticale in uno dei due sensi di rotazione e restarvici a bicchiere in posizione di riposo, senza essere trattenuta con la forza delle braccia.

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Montaggio della campana a sistema ambrosiano di Matteo Padovani


ESECUZIONE

L’esecuzione delle suonate si può distinguere principalmente in 4 prassi musicali ben diverse:

il suono a distesa;
il suono a concerto solenne;
il suono funebre;
il suono a tastiera;

Il suono a distesa è la prassi esecutiva ordinaria, consiste semplicemente nel far dondolare tutte o  un dato numero di campane che compongono il concerto, quindi le campane oscillano con una rotazione sufficientemente ampia per la percussione del battaglio e i suoni si susseguono alla rinfusa, un po’ come nello slancio.
E’ utilizzato generalmente per i segnali ordinari feriali e nelle domeniche ordinarie.

Il suono solenne consiste in una e vera pratica musicale operata dalla squadra di campanari (o automaticamente dell’automazione) e consiste in un variegato intreccio di suoni che si susseguono secondo un preciso ordine, dettato dalla tradizione o dall’inventiva dei campanari che sperimentano nuove sequenze.

Per l’esecuzione dei concerti solenni è necessario innanzi tutto portare le campane a bicchiere (foto a dx), ossia in posizione verticale, per mezzo di una breve distesa con un angolo di rotazione sempre più esteso.
In genere ogni campana necessita di un campanaro, ma è possibile suonare anche due campane contemporaneamente.
Le campane come già detto, possono rimanere verticalmente in balestra  senza nessun intervento di tenuta da parte del campanaro. Per consentire la discesa del bronzo è necessario agire con una piccola trazione della corda che provoca una spinta contraria da parte della balestra e consente alla campana di avere una lieve spinta verso l’esterno, il campanaro dovrà altresi trattenere per mezzo della corda il bronzo in tale posizione, pronto per la discesa ed il conseguente rintocco nel momento giusto. Lasciata cadere la campana al comando del campanaro maestro che dirige l’esecuzione questa emette un primo rintocco, a compimento di un angolo di rotazione di 310° - 330° arresta la sua corsa e per gravità inverte la sua corsa tornando indietro emettendo un secondo squillo, a questo punto il campanaro interviene sulla corda riportando il bronzo nella posizione iniziale di partenza.

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Ciascuna campana quindi, ogni volta che viene fatta ruotare, compie un movimento di andata e ritorno emettendo due squilli consecutivi e distanziati.

L’ambrosiano classico prevede un’alternanza ben distinta di ogni singolo rintocco senza mai sovrapporsi.
Esiste anche la tecnica esecutiva dei cosiddetti “botti” che prevede il suono simultaneo di più campane per volta in accordo.
Questa tecnica si è evoluta creando composizioni molto varie ed elaborate specialmente nella provincia di Bergamo andando a costituire il suono “alla bergamasca” oppure è presente a carattere locale in altre aree geografiche (alcuni paesi della Brianza Orientale, del Varesotto e del Canton Ticino) limitatamente a semplici scale con botti convivendo con l’ambrosiano classico.

I giri sono molto vari e farne un campionario qui risulterebbe molto prolisso nonché noioso a livello di lettura grafica, per questo si presenterà solo qualche estratto rimandando poi alla sezione audio.

Esempio con la scala a 8 campane
(tenete conto che il secondo stesso numero ripetuto rappresenta il secondo rintocco ottenuto nel ritorno della campana e che le campane sono numerate dalla piccola alla grossa)
1 2 1 3 2 4 3 5 4 6 5 7 6 8 7 8
In questo caso nel tema centrale tra un rintocco e l’altro di una singola campana, ad esempio la IV, suonano altre 2 campane, la III in ritorno e la V in discesa.

Rovescio
8 7 8 6 7 5 6 4 5 3 4 2 3 1 2 8 1 8
Che sostanzialmente è l’inverso della scala con la grossa a chiudere

Altro esempio di giro
4 3 2 1 4 3 2 1 5 6 7 8 5 6 7 8
In questo caso abbiamo nello stesso giro due parti distinte, la prima ascendente e la seconda discendente (di tono) con l’ulteriore particolarità per ognuna delle due parti, di avere 3 campane inserite tra un rintocco e l’altro della stessa campana, ad esempio tra i due rintocchi della IV suonano III, II, I tutte in discesa.
In questo caso, essendo impossibile modificare il tempo della rotazione dei bronzi, le chiamate sono più ravvicinate.

Nell’ambrosiano classico le varie sequenze possono essere suonate distintamente le une dalle altre oppure legate tra loro, questa è prerogativa della Brianza, anche se è presente anche in altri vari luoghi, ad esempio due scale saranno eseguite in questo modo
1 2 1 3 2 4 3 5 4 6 5 7 6 8 7 1 8 2 1 3 2 4 3 5 4 6 5 7 6 8 7 8

Il Bergamasco, come precedentemente anticipato, prevede invece il far rintoccare in accordo musicale il suono di due o più campane ottenendo il cosiddetto “botto”.
Il maestro non gestisce in toto le chiamate delle varie campane, ma a seconda della sequenza (in bergamasco “intremensiada”) dovrà chiamare determinate campane. I campanari che non vengono chiamati dal maestro dovranno avere l’abilità di calibrare la discesa delle campane in modo da eseguire i botti precedentemente concordati nella suonata.

La tecnica che permette di andare al botto non è molto difficile, è sufficiente solo un po' di pratica. Per prima cosa bisogna tenere d'occhio la corda della campana con cui si deve andare al botto. Quando questa comincia a scendere si inizia ad accompagnare la corda della propria campana verso l'alto, dolcemente e appena si sente il primo rintocco dell'altra campana si lascia scendere anche la propria.

I giri classici sono la "Scala Avanti" e la "Scala Indietro".

”Scala Avanti” ad 8 campane
1  2  1-3  2-4  3-5  4-6  5-7  6-8  7  8
(il trattino che unisce due numeri significa che i due rintocchi devono essere simultanei)
Le uniche campane ad essere chiamate sono 1 e 2, gli altri campanari devono andare ciascuno al proprio botto.

La scala indietro invece (curiosa eccezione) non va al botto, ma è tale e quale a quella ambrosiana, con le campane che non rintoccano mai insieme:
8 7 8 6 7 5 6 4 5 3 4 2 3 1 2 1
In questo caso vengono comandate tutte le campane e si conclude il giro o con la grossa da sola, o con la scala avanti delle sole 3/4/5 campane maggiori (a seconda di quello che decide il maestro)

Altra suonata tradizionale è il "Préòst" (“Prevosto”)
La suonata si compone così (sempre nel caso di 8 campane):
6  6-8  8; 5  5-7  7; 4  4-6  6-8  8; 1  1-3  3-5  5-7  7; 2  2-4  4-6  6-8  8; 5  5-7  6-7  6-8  8
(il “;” indica una brevissima pausa di circa un secondo tra un suono e l’altro)

Ci sono poi tutta una serie di suonate che prevedono accordi di 3, 4 o anche più campane, ma per queste vi sarà un rimando alla sezione audio.

Nella tradizione ambrosiana il concerto solenne è concluso con un giro finale che consiste nell’entrata a scala molto veloce di ogni campana, segue poi il naturale dondolo dei bronzi verso la posizione di riposo. La tradizione bergamasca prevede invece che si eseguano scale normali con un numero di campane di volta in volta minore. Per esempio, se il concerto conta 10 bronzi si eseguira la scala a 10, poi quella delle 8 maggiori, poi delle 6, e così via fino ad arrivare alle 3 maggiori e alle “3 inverse”, 9  8  9  8-10  10. Infine le campane vengono fatte scendere tutte insieme e vengono lasciate oscillare finchè non tornano alla posizione di riposo.

Il suono funebre avviene in genere come per il solenne con le campane a bicchiere, portate però singolarmente nella posizione verticale e facendole scendere singolarmente di volta in volta lasciando una debita pausa di silenzio tra una campana e l’altra.

Le campane utilizzate per il suono funebre variano da paese a paese, a seconda della tradizione.
In genere dalle 6 campane in su non viene mai usato tutto il concerto per il suono funebre, quest’ultima prassi è riservata solo ad occasioni straordinarie, nella bergamasca in genere suonano solo alcune campane, in genere 2, 3 e 4 (formando così un accordo minore)
E’ possibile avere il suono funebre combinato con due e tre campane ma sempre inframmezzato da pause tra una discesa e l’altra.
Esempi per otto campane
1 1 pausa 2 2 pausa 33 pausa 4 4 pausa 5 5 ecc…
1 2 1 2 pausa 2 3 2 3 pausa 3 4 3 4 pausa 4 5 4 5 ecc…
1 3 1 3 pausa 2 4 2 4 pausa 3 5 3 5 pausa 4 6 4 6 ecc…

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Oltre al suono a corda si è sviluppata la tradizione del suono a tastiera (foto a sx) che avviene a campane ferme con l’ausilio di un’apposita tastiera, posizionata in cella campanaria. Le campane vengono inclinate (con facilità dato il grande contrappeso) verso l'esterno e bloccate in questa posizione in maniera da aver i battagli, pressoché verticali, più vicini al bronzo; gli stessi vengono poi agganciati a cavi metallici, cavi che a loro volta, con un sistema di rinvii si collegano alla tastiera (vedi foto).
La pressione delle mani o anche dei pugni sui tasti provoca la percussione dei battagli e genera il suono con un risultato più modesto, in termini di potenza e resa acustica, rispetto al suono a rotazione, ma con possibilità alquanto superiori dal punto di vista compositivo.
Il suono a tastiera è contraddistinto da un vasto repertorio musicale arricchito e vivacizzato dalla fantasia a dell’abilità di improvvisazione dell’esecutore. E’ da sottolineare come (specialmente nella bergamasca) ogni paese avesse le “sue” suonate, tramandate di campanaro in campanaro, diverse da quelle dei paesi vicini. Purtroppo al giorno d’oggi la maggior parte di questo patrimonio musicale è andato perduto.
I termini locali per indicare questo tipo di suono vanno dal diffusissimo allegrezza usato in tutto il bergamasco, "sunà da ligrìa" (suonare d'allegria) in Canton Ticino, rebàtt nei dintorni di Como e sul Lago di Como ad altri ben diversi quali campana bela, dirlundera, ecc…
In determinate zone come la Liguria, il Piemonte, L’Oltrepò Pavese e la Valle d’Aosta, viene praticata una singolare tecnica di suono solenne, la baudetta, che avviene con la campana maggiore suonata a distesa e le minori suonate ad allegrezza.

Il Suono alla romana avviene allo stesso modo ma con la grossa o le grosse a bicchiere fatte scendere a tempo con i motivi suonati a tastiera.


A destra, rarissimo esempio di tastiera completamente lignea dall'aspetto bizzarro sita in
Crodo (Vb), Parrocchia di S. Giulio in frazione Cravegna. Sopra, foto della relativa meccanica.


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Tipi di ceppi per il sistema ambrosiano


Ceppo ligneo antico ceppo ligneo
Ceppo ligneo antico ceppo ligneo
Ceppo Barigozzi (MI) inizio '900
Ceppo Barigozzi (MI) di inizio '900
Ceppo Corti Candido (Monza)
Ceppo Bianchi (VA) - ceppo stile classico ambrosiano (Angelo Bianchi)
Ceppo Bianchi (VA) - ceppo Bianchi versione con contrappeso in pietra
Ceppo Bianchi (VA) - altra versione del ceppo varesino con le iniziali FBV Fonderia Bianchi Varese
Ceppo Bianchi (VA) - ceppo bianchi versione con bocce
Ceppo Mazzola (Valduggia - VC) - la campana è molto infossata nel ceppo
Ceppo Mandelli (Balerna - Canton Ticino)
Ceppo Torriani (Mendrisio - Canton Ticino) - simile per certi versi al Bianchi, ma con due colonnine ai lati
Ceppo Fratelli Pagani - a sx; confronto con un ceppo Mazzola a dx con la campana più infossata nel ceppo
Ceppo Capanni (Castelnuovo ne' Monti) - campana molto infossata nel ceppo.
Ceppo Ambrosiano Motorizzato
Ceppo Cavadini (VR) - ceppo Cavadini classico (tipico del sistema veronese) bilanciato all'ambrosiana con l'ausilio di piastre metalliche sovrapposte
Ceppo Cavadini (VR) - ceppo Cavadini seconda serie bilanciato all'ambrosiana
Ceppo Filippi (Chiari - BS)
Ceppi De Poli (Vittorio Veneto - TV)
Ceppo Picasso (Avegno - GE)
Ceppo Gualini (Carobbio - Bg)

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Links e documenti interessanti sul sistema ambrosiano

Campane e campanari di Nerviano (MI) - clicca qui per il video (nella ripresa l'esecuzione non è manuale)
Campane Campanér a cura del Gruppo Antropologico Cremasco
Federazione Campanari Bergamaschi
Norme sull'elettrificazione nella Diocesi di Bergamo


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